#ijf16 Rob Orchard – Why slow journalism is the future of news

#ijf16 Rob Orchard – Why slow journalism is the future of news


Quarto giorno del Festival internazionale del giornalismo. Siamo qui con Rob Orchard fondatore di “Slow Journalism Company”, grazie per essere qui con noi è un piacere essere qui, che bel posto! Le faccio una domanda banale: Perché avete deciso di puntare tutto sullo
slow journalism? Perché.. abbiamo creato quest’impresa cinque anni fa e a quel tempo nel mondo del giornalismo c’erano parecchi problemi, cioè che tutti davano il giornalismo di carta come morto e dicevano che il futuro sarebbe stato solo digitale. E abbiamo anche visto questa grande riduzione delle risorse economiche per il giornalismo, abbiamo visto molti giornalisti licenziati abbiamo visto le tariffe dei giornalisti andare giù, giù, già e abbiamo anche visto un nuovo tipo di giornalismo prendere sempre più piede cioè produrre notizie il più velocemente ed economicamente possibile pubblicare online queste notizie gratis e monetizzarle facendole vedere a più persone possibile, con pubblicità online invasive e intrusive che apparivano davanti a loro. Questo
è un modello di giornalismo che fa paura ed è imporbabile che produca serie e interessanti inchieste giornaliste nel lungo periodo. Quindi noi volevamo qualcosa di completamente diverso. Per questo abbiamo voluto fare qualcosa che invece di provare a dare una reazione immediata alle notizie aspetti, veda quanto importanti siano in realtà, guardi indietro con il senno di poi e in seguito provi a raccontare la storia successivamente, quando le acque si sono calmate siamo un magazine solo di carta e non abbiamo inserzioni pubblicitarie, perciò siamo interamente supportati dai lettori e l’idea è quella di vedere se questo nuovo modello, che in realtà è il vecchio modello insomma, se questo nuovo modello di giornalismo è possibile. Siamo in cinque giornalisti a mandare avanti questo progetto, perciò abbiamo pensato fosse una cosa importante da fare. è una bella sfida quella di coinvolgere una comunità di lettori molto dopo l’avvento della notizia parliamo di diverse settimane dopo. Come riuscite a farlo? Come riuscite a portarle da voi? penso che resterai sorpreso. Penso che al giorno d’oggi siamo così dipendenti dai nostri smartphones e riceviamo costantemente degli aggiornamenti che avere qualcuno che ti mostri la notizia tre mesi dopo l’evento e ti dica: “ti ricordi questa storia?Beh questo è quello che è successo, punto per punto, è in realtà molto rinfrescante. E quello che abbiamo scoperto è che c’è un pubblico certo un piccolo pubblico, ma comunque un pubblico che si sta costruendo attorno a questa idea e che veramente vuole questo prodotto, al posto di avere subito notizie twitterizzate in realtà vogliono qualcosa di lento, che ragioni nel lungo periodo. Grazie mille.

Leave a Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *